(Adnkronos) – La giustizia spagnola ha archiviato la denuncia per aggressioni sessuali contro il cantante Julio Iglesias, superstar mondiale degli anni ’70 e ’80, ritenendo il Tribunale di Madrid incompetente a giudicare fatti avvenuti alle Bahamas e nella Repubblica Dominicana. 

Secondo quanto riferito dal pubblico ministero, ieri, venerdì 23 gennaio, la denuncia è stata archiviata “per difetto di giurisdizione dei tribunali spagnoli”, in particolare per questioni territoriali. La Procura dell’Audiencia Nacional, la giurisdizione speciale con sede a Madrid, ha precisato che né le vittime né l’imputato risiedono in Spagna e che i presunti episodi non si sarebbero verificati sul territorio nazionale. La competenza spagnola sarebbe possibile solo nel caso in cui il Paese in cui si sono verificati i fatti “non possa o non voglia indagare”, circostanza che nel caso specifico non è stata dimostrata. 

Le due ex dipendenti di Iglesias avevano presentato la denuncia in Spagna lo scorso 5 gennaio, sostenendo di essere state vittime di aggressioni e molestie sessuali da parte del cantante, oggi ottantaduenne. Una delle due donne aveva inoltre riferito di episodi che potrebbero configurarsi come violenze sessuali. Dalla rivelazione del caso a metà gennaio, la difesa di Iglesias, guidata dall’avvocato José Antonio Choclán, aveva sostenuto l’assenza di competenza dei tribunali spagnoli, sottolineando che i fatti denunciati si sarebbero verificati tra gennaio e ottobre 2021 nelle residenze del cantante in Repubblica Dominicana e alle Bahamas, e che le presunte vittime non sono cittadine spagnole né risiedono in Spagna. 

Le organizzazioni Amnesty International e Women’s Link Worldwide, che assistono le due donne accusatrici, avevano spiegato che la denuncia era stata presentata in Spagna in quanto la legislazione nazionale sarebbe stata più favorevole per questo tipo di procedimenti. 

Nei giorni scorsi, Julio Iglesias aveva diffuso sui social alcune schermate di messaggi Whatsapp scambiati con le due donne, rivelandone l’identità. Secondo l’artista, tali messaggi dimostrerebbero “l’incoerenza delle denunce” e sarebbero indicativi di una presunta “manipolazione mediatica” della vicenda. “Il contenuto di queste comunicazioni dimostra che le informazioni diffuse non corrispondono al vero”, afferma Iglesias, ribadendo che le prove da lui fornite contraddirebbero le accuse e sosterrebbero la sua versione dei fatti.  

Nato nel 1943, Iglesias è stato protagonista di successi come ‘Manuela’ e ha venduto centinaia di milioni di dischi, diventando l’artista spagnolo con maggiori vendite a livello mondiale. (di Paolo Martini)