(Adnkronos) – Per sostenere che gli alleati Nato non hanno mai fatto niente per gli Stati Uniti, Donald Trump afferma che in Afghanistan i loro militari sono rimasti sempre nelle retrovie. Parole che hanno scatenato le risposte indignate, tra le altre, del primo ministro britannico Keir Starmer e del principe Harry, che è stato in Afghanistan mentre prestava servizio nell’esercito britannico.
“Non abbiamo mai avuto bisogno di loro, non gli abbiamo neanche chiesto niente, dissero che avrebbero mandato dei militari in Afghanistan, l’hanno fatto, ma sono rimasti un po’ indietro, un po’ lontano dal fronte”, ha detto in un’intervista a Fox News il presidente americano che già nel discorso di due giorni fa aveva detto – “non abbiamo mai avuto e mai chiesto niente alla Nato” – per sostenere che ora gli Usa chiedono “solo” la Groenlandia. La parole di Trump ancora una volta cancellano e distorcono la storia, dal momento che gli Stati Uniti dopo l’11 settembre, per la prima e unica volta dalla creazione dell’Alleanza Atlantica, hanno invocato l’articolo 5 della difesa collettiva che prevede che “un attacco armato contro un membro della Nato deve essere considerato come un attacco contro tutti i membri”. Queste parole sono suonate come un’offesa alla memoria dei 3486 militari di Paesi Nato caduti in 20 anni guerra in Afghanistan, contro i 2461 militari Usa, in particolare nel Regno Unito dove sono stati 457 i militari caduti.
Harry ha difeso l’operato delle truppe della Nato. Il principe è stato in Afghanistan per circa dieci settimane nel 2007-2008 ed è tornato per un dispiegamento di quattro mesi nel 2012: della sua esperienza militare in Afghanistan ha parlato nella sua autobiografia del 2023 ‘Spare’, dove ha affermato di aver ucciso 25 combattenti talebani mentre prestava servizio nell’esercito britannico.
In una nota rilasciata dal suo portavoce, il principe ha detto che “nel 2001 la Nato ha invocato l’Articolo 5 per la prima e unica volta nella storia. Ciò significava che ogni nazione alleata era obbligata a schierarsi al fianco degli Stati Uniti in Afghanistan, nel perseguimento della nostra sicurezza comune. Gli alleati hanno risposto a quell’appello”. Harry ricorda che ha “prestato servizio lì. Ho stretto amicizie che dureranno tutta la vita. E ho perso amici lì”. Durante le operazioni in Afghanistan, Harry ha affermato che furono uccisi 457 militari britannici. “Migliaia di vite sono state cambiate per sempre. Madri e padri hanno seppellito figli e figlie. Bambini sono rimasti senza genitori. Le famiglie ne hanno pagato il prezzo”, ha detto Harry. “Questi sacrifici meritano di essere raccontati con sincerità e rispetto, mentre restiamo tutti uniti e leali nella difesa della diplomazia e della pace”, ha aggiunto.
Il primo ministro britannico, Keir Starmer ha definito “insultanti e francamente agghiaccianti” le dichiarazioni del presidente statunitense, Donald Trump. Starmer, citato dal sito di Sky News, ha affermato che le parole di Trump hanno causato “profondo dolore” ai familiari dei militari britannici uccisi o feriti in Afghanistan. “Non mi sorprende che abbiano ferito così tanto chi ha perso i propri cari”, ha aggiunto il primo ministro, sottolineando che, se avesse pronunciato affermazioni simili, “mi sarei certamente scusato”.
Anche il ministro della Sanità, Stephen Kinnock, un esponente del governo di Keir Starmer che solitamente evita critiche pubbliche a Trump, ha dichiarato: “Le parole del presidente Trump sono estremamente spiacevoli, non so veramente perché le abbia dette, non credo che abbia alcuna base, moltissimi soldati britannici e di altri Paesi Nato hanno dato la vita per missioni americane in Iraq e Afghanistan”.
La leader dei conservatori, Kemi Badenoch, ha definito “una totale assurdità” le dichiarazioni di Trump: “militari britannici, canadesi e Nato hanno combattuto e sono morti insieme a quelli Usa per 30 anni, questo è un fatto non un’opinione, il loro sacrificio merita rispetto non denigrazione”. “457 militari britannici hanno perso la vita in Afghanistan Trump ha evitato il servizio militare cinque volte, come osa mettere in discussione il loro sacrificio” le fa eco Ed Davey, il leader Lib Dem che poi punta il dito contro Nigel Farage, il nazionalista trumpiano di Reform Uk, affermando che si dovrebbe vergognare.
Mentre per Tan Dhesi, presidente della commissione Difesa ai Comuni, le dichiarazioni di Trump “sono un insulto per i nostri coraggiosi uomini e donne in divisa che hanno rischiato la vita per aiutare i nostri alleati, fino al sacrificio estremo”. Già prima delle dichiarazioni di Trump, nei giorni scorsi c’erano state le proteste dei reduci di un altro alleato, la Danimarca che con i suoi 44 militari uccisi ha il numero più alto di caduti nelle operazioni Nato in proporzione alla sua popolazione. Ed ora si trova nell’occhio del ciclone di attacchi e accuse di ingratitudine da parte di Trump perché si oppone all’idea di cedergli la Groenlandia.
“Non ho niente di personale contro le persone con le quali ho combattuto, ma mi sento tradito, è estremamente sgradevole”, ha dichiarato al Wall Street Journal, Martin Tamm Andersen, che ha combattuto in Iraq e in Afghanistan, dove come tenente della Guardia Reale danese ha avuto il comando di marine americani in operazioni nella provincia di Helmand, una posizione certo non da retrovie.
