(Adnkronos) – La Cambogia ha accusato oggi la Thailandia di aver “intensificato i bombardamenti” nella mattinata nella provincia nordoccidentale di Banteay Meanchey, mentre i due Paesi sono in trattative per porre fine al conflitto frontaliero.
“Dalle 6:08 alle 7:15, l’esercito thailandese ha schierato aerei da combattimento F-16 per sganciare non meno di 40 bombe, intensificando i bombardamenti nella zona del villaggio di Chok Chey”, ha dichiarato in un comunicato il ministero della Difesa cambogiano.
I media thailandesi intanto hanno accusato le forze cambogiane di aver lanciato attacchi massicci durante la notte lungo il confine nella provincia sudorientale di Sa Kaeo, dove – affermano – diverse case sono state danneggiate dai bombardamenti. Mercoledì Cambogia e Thailandia hanno avviato colloqui della durata prevista di quattro giorni per porre fine agli scontri. L’incontro si tiene presso un posto di frontiera nella provincia thailandese di Chanthaburi.
Il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul ha espresso la speranza di un cessate il fuoco con la Cambogia. Il premier ha dichiarato che il Consiglio di Sicurezza Nazionale thailandese ha accettato di inviare il ministro della Difesa del Paese a incontrare la sua controparte cambogiana sabato.
“Se domani i ministri della Difesa riusciranno a raggiungere un accordo accettato sia dalla Thailandia che dalla Cambogia, il documento che firmeranno seguirà in gran parte i quattro punti principali” delineati nella dichiarazione congiunta di ottobre, che impegnava le parti tra le altre cose ad organizzare operazioni di sminamento lungo il confine, ritirare le armi pesanti e consentire l’accesso agli osservatori che devono garantire la supervisione del cessate il fuoco.
“Ciò che conta è mantenere la promessa di non invadere, minacciare, provocare o acuire le tensioni tra le due parti”, ha detto il primo ministro ai giornalisti in una conferenza stampa. “Potete fidarvi della Thailandia. Noi rispettiamo sempre i nostri accordi e impegni. Che questa sia la firma definitiva, affinché la pace possa essere ristabilita”.
