(Adnkronos) – Si terranno oggi alle 15 nella Cattedrale di Nola i funerali di Domenico Caliendo, il bimbo morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Il piccolo è deceduto lo scorso 21 febbraio ma la salma è stata liberata solo ieri sera, dopo l’autopsia. 

Applausi, pianti, tanta commozione all’esterno della chiesa, dove intanto è arrivato il feretro del piccolo. Tante le persone accorse ad abbracciare la mamma, che alla vista della bara è scoppiata in lacrime. La camera ardente ha avuto inizio alle 11, in attesa del feretro c’era il sindaco di Nola, Andrea Ruggieri. Sulla bara bianca del piccolo Domenico c’è la sua foto con un peluche. Centinaia di persone si avvicinano alla bara per dare l’ultimo saluto al bimbo. Nella cittadina campana c’è lutto cittadino. Attesa al funerale anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

“È un momento molto doloroso per tutta la comunità campana, per la città di Napoli, per la città di Nola, per tutta l’area metropolitana, è una situazione che ha colpito tutti per la perdita di questo piccolo angelo che è volato in cielo, adesso è il momento del cordoglio, anche della sobrietà, quindi ci vuole grande rispetto per il dolore della famiglia, poi le responsabilità andranno valutate nella sede opportuna, ci vuole grande senso di responsabilità, di sobrietà e di rispetto”, i lcommento del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, all’esterno della Cattedrale. 

Il bambino, di 2 anni e 3 mesi, era stato operato lo scorso 23 dicembre, ma a causa dello stato dell’organo impiantato le sue condizioni si erano progressivamente aggravate. Era rimasto per sessanta giorni in coma farmacologico. Il team di esperti aveva escluso il 14 febbraio la possibilità di un secondo trapianto. 

Sul caso già l’11 febbraio la Procura di Napoli aveva aperto un’inchiesta sulla vicenda, arrivando a indagare sei persone per il reato di lesioni colpose. Secondo la ricostruzione, il cuore donato da un paziente di Bolzano sarebbe arrivato a Napoli ormai già danneggiato irrimediabilmente: per questo erano stati sospesi dal servizio due medici dell’equipe che ha effettuato il trapianto e la direttrice del reparto di cardiochirurgia e trapianti. 

Il cuore trapiantato al piccolo avrebbe viaggiato da Bolzano a Napoli in un contenitore di plastica “comune”, a cui era stato applicato ghiaccio secco. Secondo una prima ipotesi, il problema non sarebbe tanto l’utilizzo di un contenitore in plastica al posto di un box tecnologico, bensì l’applicazione di ghiaccio secco (che raggiunge temperature di -80 gradi) al posto del ghiaccio classico (-4 gradi). Le temperature nettamente più basse potrebbero aver causato lesioni al cuore. 

“Non dobbiamo dimenticare Domenico”. Sono queste le parole della mamma Patrizia lo scorso 21 febbraio, a poche ore dalla morte del piccolo Domenico. “Adesso è arrivato il momento della giustizia. Domenico se n’è andato, è diventato un angioletto”, ha aggiunto mamma Patrizia. 

“C’è stata un’apertura grande sul dibattimento, non è stato il solito incidente probatorio, sono stati dati 120 giorni a partire da oggi ai periti per sviluppare la loro relazione, il rinvio va all’11 settembre 2026”, ha spiegato ieri l’avvocato della famiglia di Domenico, Francesco Petruzzi.