(Adnkronos) – “Il tumore dell’endometrio fino a qualche anno fa aveva a disposizione, in prima linea, esclusivamente la chemioterapia, con un carico di effetti collaterali importanti e con un impatto in termini di overall survival (sopravvivenza globale, ndr) abbastanza limitato. Oggi invece parliamo dell’associazione di chemioterapia e dostarlimab, un checkpoint inhibitor – cioè un tipo di farmaco che va a stimolare il sistema immunitario affinché produca una risposta contro il tumore – che, dopo vent’anni di ricerca, nello studio” Ruby “ha dimostrato un impatto in termini di sopravvivenza globale e questo è un grandissimo successo”. Lo ha detto Elisabetta Campagnoli, direttore medico Oncoematologia di Gsk Italia, all’incontro con la stampa organizzato oggi a Milano e dedicato alle nuove opzioni terapeutiche disponibili per il tumore dell’endometrio, in particolare dostarlimab che ha ottenuto l’approvazione di Aifa-Agenzia italiana del farmaco, per il trattamento in prima linea di tutte le pazienti con questa neoplasia in stadio avanzato o ricorrente, indipendentemente dallo stato molecolare di mismatch repair. 

“La sopravvivenza globale – spiega Campagnoli – migliora per le pazienti con tumore dell’endometrio, sia con una mutazione che viene chiamata dMmr (deficient mismatch repair), sia anche per le pazienti che vengono classificate come proficient (proficient mismatch repair, pMmr), quindi che non hanno questo deficit. E’ un grande risultato, frutto della sinergia tra i nostri ricercatori e la comunità scientifica, restando sempre e comunque al fianco delle pazienti”, conclude.