(Adnkronos) –
Se si viene colpiti dall’influenza, a prescindere dalla variante K del virus, c’è un campanello d’allarme da tenere in particolare considerazione. Il professor Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova, accende i riflettori su un sintomo in particolare.
“L’influenza è una malattia tutt’altro che banale. Il virus se non trova sulla sua strada gli anticorpi in un bambino o ragazzino, può succedere frequentemente, arriva nei polmoni e causa una polmonite interstiziale grave simile allo scenario che avveniva con il Covid”, dice il medico con una riflessione dopo la morte a Padova di una bambina di 12 anni, ricoverata per una brutta influenza e morta per una polmonite fulminante prima di Capodanno.
“Ci possono essere situazioni così anche in chi non è immunodepresso. Il campanello d’allarme non è tanto la febbre, come si può spesso pensare, ma la difficoltà a respirare per colpa di una tosse forte e dolori toracici importanti”, sottolinea Bassetti. In generale, soprattutto se non ci sono complicanze per soggetti non anziani, non è necessario ricorrere alle cure del pronto soccorso. La situazione cambia radicalmente in presenza di tosse e dolori toracici rilevanti. “Se c’è questo quadro si deve andare subito al pronto soccorso perché c’è la necessità della rianimazione, intubazione e in casi particolari dell’Ecmo. E’ una situazione molto complessa”, avverte Bassetti.
L’influenza di questa stagione si caratterizza per una serie di sintomi ordinari. I fastidi e i sintomi ben noti a chi è stato colpito dal virus variano dal dolore diffuso (alla schiena e alle articolazioni, mal di testa, mal d’orecchie, mal di pancia), alla febbre (superiore a 38,5°), dalla tosse (secca o catarrosa) al mal di gola, passando per il naso che cola. Bassetti invita a non sottovalutare nemmeno “nausea, vomito e diarrea. E’ una forma davvero importante che colpisce anche la pancia”.
